giovedì 22 novembre 2012

MESSAGGIO PER LE ELEZIONI.


AMICI, NON CREDETE ALLE PROMESSE CHE IN CAMPAGNA ELETTORALE GLI ESPONENTI DI QUESTI PARTITI VI FARANNO: PUR DI RIMANERE AL GOVERNO RACCONTERANNO QUALSIASI FAVOLA.
VI DIRANNO ANCHE, ALCUNI DI LORO, CHE IN CASO DI VITTORIA NON GOVERNERANNO CON MARIO MONTI. 
SONO BALLE.
NON POSSONO, QUESTI FARISEI, DARE ORDINI AL GRANDE POTERE FINANZIARIO SOVRANAZIONALE DI CUI MONTI E' LA MASSIMA ESPRESSIONE IN ITALIA. 
MONTI RESTERA' FINO A QUANDO IL SUO COMPITO (CHE E' QUELLO DI SMEMBRARE FINANZIARIAMENTE IL PAESE PER POI SVENDERLO) NON SARA' ULTIMATO.
SE PROPRIO L'INDIGNAZIONE E LA PRESSIONE POPOLARE RAGGIUNGERANNO LIVELLI PREOCCUPANTI LA TROIKA PROVVEDERA' A SOSTITUIRE IL SICARIO ATTUALE CON UN ALTRO DEI SUOI FEDELI, MOLTO MENO NOTO, MA PROBABILMENTE QUESTO NON SERVIRA'.
QUESTA GENTE NON POTRA' MAI ORDINARE ALCUNCHE' A MARIO MONTI: IN REALTA' E' L'ESATTO CONTRARIO.
VOTATE PER I NUOVI MOVIMENTI E GRUPPI POLITICI CHE CHIEDONO IL RIPRISTINO DI TUTTE LE NOSTRE SOVRANITA', DA QUELLA POPOLARE A QUELLA MONETARIA, E L'INTRODUZIONE DI NUOVI STRUMENTI DI DEMOCRAZIA DIRETTA.

O RINNOVARSI O PERIRE.  


Renato Valusso 

martedì 13 novembre 2012

LA DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA di Lorella Presotto


E' fuori dubbio che ormai una gran parte di italiani rivendichi il diritto di partecipare all'amministrazione della cosa pubblica, attraverso l'esercizio della democrazia partecipativa detta anche democrazia diretta.Ho notato però che le modalità di attuazione e lo svolgimento della funzione non sono chiari a tutti, e che esistono diverse interpretazioni tra gli elettori attivi.
Anzi tutto desidero sottolineare che la democrazia partecipativa non esclude la presenza di organi rappresentativi, quali i partiti politici, o di istituzioni pubbliche, quali il Parlamento. Quello che voglio significare è che l'esercizio della democrazia partecipativa non esclude l'esercizio della democrazia rappresentativa. Esse infatti costituiscono due facce della medesima medaglia, necessarie l'una all'altra per la vita di uno Stato.Pensate a cosa accadrebbe se per ogni singola decisione, ogni singolo provvedimento legislativo, tutto l'elettorato attivo venisse chiamato alle urne. Il paese si paralizzerebbe, con conseguenze devastanti per la vita di tutti noi, non ultimi i costi insostenibili.
Questa visione non realistica della potere popolare trova la sua nascita nell'insofferenza dello stesso popolo, troppe volte sottomesso e depauperato della propria volontà.
Dunque a mio modesto avviso, non bisogna stravolgere il significato intrinseco del valore di democrazia diretta, ma bensì comprenderne esattamente i meccanismi e i limiti da porre ai delegati di esercizio.
La Costituzione della Repubblica Italiana, quella originale, emanata nel 1948, prima che subisse numerose modifiche volte solo a non attuare i principi che i padri costituenti avevano ad essa affidato, è stata dotata di tutti i meccanismi di democrazia partecipativa. I padri costituenti, tuttavia erano ben consci, che la popolazione italiana, altamente analfabetizzata all'epoca, non aveva capacità di gestire queste forme di esercizio di potere. Pur prevedendo quindi l'esercizio del referendum, della petizione e dell'iniziativa di legge popolare nella Costituzione, i suoi padri decisero di porvi dei limiti, delegando alle successive classi dirigenti, il compito di ridurre tali limiti, con relazione alla crescita culturale della popolazione, sino ad arrivare al giorno in cui, questi limiti sarebbero stati del tutto annullati. I Costituenti avevano ben in mente che solo una popolazione completamente alfabetizzata, avrebbe posseduto gli strumenti culturali per poter esercitare con razionalità e responsabilità la democrazia partecipata.
La morte prematura di uomini con forte senso dello Stato, ha però purtroppo, deviato il percorso che essi stessi avevano tracciato. Non mi soffermerò molto sull'analisi storica degli ultimi sessant'anni . E' ormai nella conoscenza di tutti noi quanto, le classi dirigenti che si sono succedute negli anni dopo la Costituzione della Repubblica, si siano adoperate per non attuare mai la riduzione progressiva di questi limiti al potere popolare, incentivando e introducendo invece nuove forme e meccanismi di controllo e limite del potere di partecipazione popolare.
Quello che vorrei che emergesse chiaramente da questa mia pubblicazione è che sarebbe del tutto irrazionale gettare via la nostra Carta Costituzionale, mi riferisco a quella originale del 1948; mentre è invece necessario attuarla secondo quella filosofia del diritto che i padri costituenti ci hanno tramandato. La nostra Carta, con la vera attuazione, e mediante l'introduzione di meccanismi che diano certezza all'esercizio della democrazia partecipativa (autonomia referendaria, estensione del referendum, tempi certi per la petizione e l'iniziativa di legge popolare), rappresenta il nostro titolo di popolo sovrano. Non compiano l'errore sull'errore. Tutto quello che esce dalle mani umane non è perfetto, ma è senz'altro perfettibile. Analizzando la storia possiamo porre riparo agli errori e conservare ciò che di buono ci è stato tramandato. Una Repubblica si fonda su diritti e doveri reciproci, che necessariamente debbono trovare sussistenza su regole comuni e condivise; sulla certezza che quelle regole siano applicabili a ciascuno di noi, affinché determinino uguaglianza e libertà, quella libertà personale di ciascuno che finisce là ove inizia quella dell'altro. 

Lorella Presotto
13 novembre 2012

giovedì 8 novembre 2012

UNIRSI.... ma con razionalità! di Lorella Presotto


Ho sempre invitato i movimenti nati con spontaneità ad unirsi e nulla mi rende più felice del vedere che questa mia invocazione sia stata accolta da molti.
Dobbiamo però tutti fare attenzione ad una cosa: usare la razionalità, incanalare le energie e il desiderio di riscatto nel giusto modo.
La plutocrazia e la partitocrazia sono perfettamente organizzate, e se vogliamo combattere ed avere delle speranze, anche noi dobbiamo ben organizzarci.
Nulla deve essere lasciato al caso. Tutto deve essere ben studiato e attuato: unione di sinergie; ruoli precisi; strategie pianificate. 
Siamo le tessere di un unico mosaico, ma ciascuno ha un colore ed una collocazione diversa. 
Se così non fosse, il mosaico non si potrebbe mai comporre!
Democrazia diretta, significa condivisione di idee e di strategia, ma non significa intervento di tutti nello stesso momento. Talvolta è necessario organizzare piccoli gruppi di attacco con strategie e obiettivi mirati. 
Non importa il nome sotto il quale ci collocheremo, quello che importa è solo il risultato.
L’obiettivo è quello di LIBERARE l’ITALIA e promuovere una riforma del sistema, una sorta di nuova Costituente. Riportare la democrazia, il dibattito franco e costruttivo nelle opportune sedi. Ridare credibilità alle Istituzioni, pace e serenità al popolo.
Armiamoci dunque di pazienza, buon senso, spirito costruttivo e conciliativo, razionalità e soprattutto umiltà.
Un abbraccio a tutti.

Lorella Presotto